DISINFESTAZIONI DA PROCESSIONARIA DEL PINO Toscana Ambiente vanta oltre 40 anni di esperienza è leader nella lotta agli animali indesiderati infestanti, con particolare riferimento alla processionaria del pino, un insetto volante che merita particolari attenzioni.
La processionaria del pino scientificamente nota come Thaumethopoea pityocampa, è -come la processionaria della quercia- un insetto dell’ordine dei lepidotteri (farfalle e falene) largamente diffusa nel bacino del Mediterranea e presente ovunque in Italia.
Si tratta di un insetto che può portare disagi di ordine biologico per le piante e disagi di ordine igienico-sanitario per le persone che entrano in contatto con questo insetto.

Caratteristiche biologiche della processionaria del pino

Come è noto la vita dei lepidotteri è caratterizzata da quattro stadi progressivi, in cui l’insetto mostra struttura del corpo specifiche: uovo, larva (o bruco), pupa (o crisalide) ed infine la forma adulta. Nel quadro dell’anno solare possono avvicendarsi una o più generazioni. Nel caso della processionaria del pino si parla di una generazione all’anno per ciclo vitale.
La processionaria del pino, così come la processionaria della quercia, diventa un insetto potenzialmente piuttosto pericoloso durante la fase larvale. Tra la metà di luglio e fine settembre, circa un mese dopo la deposizione da parte degli esemplari femmina adulte sui rami delle piante bersaglio (pini, abeti, larici, cedri), le uova si schiudono e liberano le larve che immediatamente e con voracità iniziano a nutrirsi delle foglie della pianta ospite, provocando gravi disseccamenti della chioma e defogliazioni anche vistose che possono, nei casi più gravi, determinare la morte della pianta stessa. Infestazioni ripetute per più anni influiscono comunque negativamente sugli accrescimenti e possono inoltre indebolire la pianta al punto da predisporla a successivi attacchi di insetti e patogeni.
In 6/7 mesi le larve di processionaria del pino attraversano cinque stati di accrescimento intervallati da 4 mute. Fino al secondo stadio le larve sono bruchi di colore grigio-verde di 10/20 mm. Dal terzo stadio in poi, verso la fine di settembre, le larve di 30/40 mm si riconoscono per il colore aranciato. E’ in questo momento che le larve assumono una rilevanza dal punto di vista igienico-sanitario in quanto presentano sul dorso dei piccolissimi peli urticanti a forma di arpione (se ne contano oltre 600 mila unità per esemplare), che hanno un elevato potere urticante per la pelle e le mucose dell’uomo e degli animali e in qualche caso sono in grado di generare reazioni allergiche anche gravi. Si tenga presente che questi piccolissimi peli si staccano facilmente dal corpo della larva, possono essere trasportati dal vento e il loro potere urticante può perdurare per alcuni anni.

Come riconoscere una infestazione da processionaria del pino e quali precauzioni adottare

Fino alla fine di settembre le larve di processionaria del pino sono sostanzialmente nomadi e si spostano di ramo in ramo, costruendo e condividendo nidi estivi sericei (ovvero costituiti da filamenti da esse stesse prodotte simili alla seta) piriformi (cioè a forma di pera) provvisori di piccole dimensioni. Già in questo momento, da una analisi a vista, è possibile verificare la presenza di processionarie sulla pianta. Col freddo dell’autunno e dell’inverno si stabilizzano e costruiscono un nido sericeo comune più grande, simili a delle matasse filamentose biancastre, dove affrontare la stagione più rigida. Questi nidi invernali sono ancor più visibili di quelli provvisori poiché hanno una dimensione variabile tra il pugno chiuso e la testa di un uomo, compaiono normalmente sulla parte apicale dei rami degli alberi isolati o di bordo, o comunque sugli esemplari più esposti al sole.
Tra marzo e aprile è possibile vedere le larve scendere a terra per incrisalidarsi una dietro l’altra in lunghe “processioni”, mentre in alto i nidi invernali restano visibili sui rami anche nei mesi successivi.
Nel caso si avvistino nidi sericei sulla sommità di pini, abeti, larici e cedri è importante adottare la massima cautela.
E’ necessario evitare in qualsiasi modo il contatto, soprattutto per i bambini e per gli animali domestici, per questi ultimi l’inalazione o l’ingestione dell’insetto può persino essere letale. Si consiglia di non avvicinarsi alle piante infestate e non lasciare giocare bambini in prossimità di aree attaccate; non tentare con mezzi artigianali di distruggere i nidi in quanto il primo effetto che si ottiene è quello di favorire la diffusione nell’ambiente dei peli urticanti; lavare abbondantemente frutti e prodotti di orti in prossimità di piante colpite; evitare di tagliare l’erba di prati che circondano le piante infestate o in alternativa effettuare l’operazione solo dopo forti piogge o abbondanti lavaggi. Sia che la pianta insista su un terreno pubblico o su una proprietà privata è importante allertare la polizia locale. In ogni caso rivolgetevi ad una ditta specializzata per procedere alla rimozione dei nidi e alla bonifica dell’area.
In caso di contatto con i peli urticanti La gravità delle reazioni allergiche che si manifestano in persone o animali a sangue caldo a causa della processionaria, varia sensibilmente in relazione alla durata, alla quantità ed al tipo di contatto con i peli urticanti, oltre che alla sensibilità specifica del soggetto coinvolto. Rivolgersi al medico curante o al veterinario, se si parla di animali domestici, è sempre indicato.
Per quanto riguarda gli esseri umani in particolare, in caso di contatto con la pelle, i peli urticanti generano in breve la comparsa di rossore con forte sensazione di prurito, soprattutto in punti con sudorazione abbondante. In questi casi si consiglia di lavare abbondantemente il corpo (capelli inclusi) con acqua e sapone, manipolare i vestiti con guanti e lavarli anch’essi avendo cura di utilizzare acqua a temperatura elevata, utilizzare sulle parti arrossate una pomata antistaminica per lenire il fastidio. In caso di contatto con gli occhi i peli urticanti possono comportare la comparsa di forti congiuntiviti. In caso di inalazione dei peli urticanti si può avere difficoltà a deglutire o addirittura broncospasmi. In caso di contatto con i peli urticanti per ingestione si può andare incontro all’infiammazione delle mucose della bocca, ipersalivazione ed eventuali dolori addominali. In tutti questi casi, come si è detto, si consiglia di rivolgersi ad un medico per gli opportuni controlli.

Come interviene Toscana-Ambiente in caso di infestazione da processionaria del pino

I trattamenti di disinfestazione da processionaria del pino e della quercia non possono essere fai da te, considerata la pericolosità urticante di questo infestante. E’ buona norma che le attività siano sempre svolte da personale qualificato, dotato delle attrezzature necessarie.
Toscana Ambiente è in grado di offrire un servizio professionale adottando metodologie di lotta diversificate in relazione al momento del ciclo biologico nel quale l’insetto si trova.
Nel periodo invernale, quando le temperature sono basse e i nidi definitivi sono già stati costruiti, è possibile intervenire meccanicamente e procedere con cautela all’asportazione e all’incenerimento dei rami sui quali sono presenti i nidi. L’asportazione meccanica è sempre possibile anche in estate, quando sulle piante sono presenti i vecchi nidi abbandonati. Non minori devono essere in questo caso le cautele visto che i nidi sono pieni di peli urticanti.
Toscana Ambiente procede alla rimozione dei nidi utilizzando piattaforme aeree o, nei casi più difficili, attraverso tecniche di lavoro su corda.
All’inizio dell’autunno, quando le larve sono giovani e prive di peli urticanti, le piante possono essere trattate con prodotti microbiologici o chimici ovicidi e larvicidi, senza necessità di adottare ulteriori precauzioni, in quanto le larve che cadono al suolo non risultano pericolose e non sono ancora stati formati i nidi invernali definitivi.
In inverno e in primavera, quando le larve hanno superato la seconda muta, presentano peli urticanti e non hanno ancora abbandonato il nido, sono ancora possibili interventi con prodotti microbiologici o a base di altri principi attivi biocidi, ma è necessario evitare per alcuni giorni di avvicinarsi alle piante trattate in quanto anche il contatto con le larve morte può causare problemi di ordine igienico-sanitario.
A partire dalla fine di aprile è possibile catturare le larve in fase di discesa degli alberi utilizzando appositi kit mediante i quali le larve confluiscono in un sacchetto di raccolta, dal quale non possono più risalire una volta entrate. Il periodo di discesa e conseguente cattura può variare in base alle temperature, alle piogge e -in generale- alle aree geografiche. A partire dalla prima metà di giugno, poco prima dello sfarfallamento, possono essere installate le trappole a feromoni o per catturare o per disorientare i maschi adulti e impedire così la fecondazione delle femmine.
Se vuoi effettuare un controllo o se pensi di avere individuato i segni di un’infestazione o se ne hai la certezza, contatta i gli specialisti di Toscana Ambiente. Le processionarie dei pini hanno i minuti contati. Chiamaci senza impegno al numero +39 0583 495047, oppure contattaci online; ti risponderemo rapidamente e potremo accordarci per aiutarti a risolvere l’infestazione ovunque questa si manifesti.

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